Monthly Archive for February, 2008

Push me

In un momento di follia ho deciso di riordinare il bagagliaio della mia auto. Forse è successo quando ci ho trovato dentro un ombrello aperto. Tra sacchetti, tergicristalli, fogliame e un labello.

Tra le peggio cose ho trovato anche le compilation che masterizzai anni e anni fa, quando beltà splendea negli occhi miei ridenti e fuggitivi. *Si tocca il pacco*

Subito ne ho inserito uno nel lettore e mi sono sentito catapultato nelle estati di quegli anni, quando in discoteca stavo nell’angolo a guardare gli altri che ballavano.

E mi è apparsa una visione mistica di Dio, che puntando il suo indice tremendo su Benny Benassi gli disse: “Tu farai la musica”. In quel momento il grande Benny gli tirò il dito e creò Satisfaction.

Satisfaction

Nostalgia, commozione.

E il video a me mi piace.

Sweeney Todd

Bello.

I popcorn però io li odio. Mi sono ricordato del perchè non li prendevo più da tempo.

Che poi distraggono. Più dei sottotitoli. Ti si incastrano tra i denti e rischiando di morire soffocato contorci la lingua nel vano tentativo di rimuovere quel pezzettino di chicco di mais che per pochi millimetri non riesci a raggiungere.

Ma una volta ripreso ti accorgi che per fortuna non ti sei perso la fine della bella canzoncina del bel marinaio per la sua bella amata. Ah no, in realtà è passato metà film. Meno male che è stata riproposta. Come avrei fatto senza.

Io intanto propongo una versione del film in cui Johnny Depp vende popcorn. Si risparmia sulla vernice rossa.

Sweeney Todd

Nell’immagine il vero protagonista del film. Il pacco.

Sensazione di morire

Entro in un bar con S., ci sediamo e ordiniamo da bere.

Io sono distratto, fisso il vuoto, chissà a cosa sto pensando. A donne, sicuramente. E’ un continuo susseguirsi di delusioni amorose che sto sopportando ormai da mesi.

Guardo fuori dalla vetrata, un uomo cattura la mia attenzione. Si avvicina furtivamente all’entrata, estrae una pistola, i nostri sguardi si incrociano.

Entra, guarda il bancone, guarda me, spara.

Riesco a percepire il foro che mi ha fatto in testa, il sangue che esce. Le forze mi abbandonano, cado a terra.

Penso. Sto morendo. Per davvero. G. adesso avrà un problema in meno di cui preoccuparsi. Ora che sono morto qualcuno soffrirà. Peccato. Ma ormai non ha più importanza, sono morto.

E comunque non riesco a smettere di pensare…

Rotta per casa di Dio

Nebbia. Strada non illuminata. In mezzo al nulla.

Se dopo cinque minuti a 120 non trovi un segno di vita devi convincerti che hai sbagliato strada.  (O sei finito in Molise)