Monthly Archive for March, 2008

Larix hotel, Kranjska Gora

Oggi sono tornato dal 1st European Stage Martial Arts Kranjska Gora 2008.

Ho alloggiato al Larix Hotel e per fortuna ho dovuto dormirci una notte sola.

hotel

La camera aveva un odore strano. Una puzza particolare, a cui per fortuna ci si abituava dopo qualche secondo. Non voglio neanche immaginare da dove proveniva, ho preferito sorvolare.

E vabbè l’odore, ci si abitua e non ci si fa caso. Io ho avuto tre sessioni di allenamenti di tre ore, e ciò che mi serviva era fondamentalmente il bagno.

Il bagno. La prima volta che ci sono entrato ho pensato a quanto piccola fosse la vasca da bagno. Era il lavandino. Il lavandino era grande quanto la doccia. I suoi bordi, grande opera ingegneristica, erano obliqui. Una persona vorrebbe appoggiarci qualcosa sopra, senza che cada dentro, e invece no, sarebbe troppo semplice. Devi incastrare gli oggetti in giro per il bagno, perchè non esiste una mensola.

Vorrei conoscere chi l’ha progettato, davvero. Si, lo spazio disponibile non era dei migliori, ma non riesco immaginarne una gestione peggiore. In doccia si faceva fatica a stare impiedi senza toccarne le pareti, che non avevano un aspetto molto solido. Con ogni piccolo movimento avevo paura di sfondarle e cadere rovinosamente a terra.

Che poi c’era il rubinetto messo in posizione strategica. Dato lo spazio non era possibile muoversi senza spingerlo. Il risultato è che girandomi ho urtato la leva, regolando la temperatura tutta a destra, sul freddo. C’è stata una frazione di secondo in cui il tempo si è fermato, e ho avuto modo di accorgermi della cazzata che ho fatto e delle drammatiche conseguenze.

Con un gesto improvviso e istintivo ho spinto la leva tutta a sinistra sul caldo.

Enorme cazzata.

Mi sono prima ibernato, e poi ustionato. Non è stato bello.

I letti. Con i materassi bassi e imbottiti di aria. Sotto i materassi, un piano di compensato. Ho avuto la pessima idea di lanciarmici sopra di culo.

Speravo in doghe, o al limite a delle molle. Che ingenuo.

I cuscini quadrati sono studiati apposta per far venire il torcicollo a chi li usa per dormire. Ma non è tanto quello. Sono le coperte. Le coperte erano larghe quanto il materasso. E lunghe quanto il materasso. Che comunque erano coperte invernali. E lì dentro faceva caldo. Caldissimo. E il termostato ovviamente era nascosto. C’è stata una caccia al tesoro per trovarlo. Era dietro ad una tenda.

Il cibo. I pasti erano meravigliosi. Non perchè il cibo fosse buono. Magari. Gli spaghetti erano crudi. Non nel senso che fossero al dente, nel senso che erano proprio come usciti dalla confezione.

Meravigliosi perchè a prezzo fisso era possibile mangiare a volontà, self service.

Ma ho fatto male ad approfittarne abbuffandomi con sette portate. Non mangerò per una settimana.

Ultimo, ma non meno importante, nel guardaroba vicino alla reception, per terra, c’era una confezione di wurstel. Con due wurstel dentro.

E all’ingresso luccicavano quattro belle stelle.

(Al casinò ho perso l’esorbitante cifra di 2 euro, però ho rischiato questo.)

Rispetto del codice

Oggi ho voluto fare un esperimento. Non so per quale motivo mi sia venuto in mente, probabilmente perchè mi stavo annoiando. O forse perchè per la prima volta sono riuscito a fare 15 km senza trovarmi il solito simpaticone che va a 40 all’ora. (Si, sono fissato, mi irrita troppo).

L’esperimento consisteva nel fare una cosa che normalmente non mi sarei mai sognato di fare: rispettare il codice della strada.

Che il codice della strada è di per sè assurdo. Dovrebbe promuovere la sicurezza nelle strade, ma permette alle persone di circolare a 40 all’ora nelle extraurbane. (Si, sono fissato, mi irrita troppo). Che questa gente, direte voi, potrei anche sorpassarla. Se non fosse per la colonna di auto che puntualmente arriva in direzione opposta.

Dicevo, del mio esperimento.

Rispettare i limiti di velocità è stata dura, come è stata dura dare la precedenza ai pedoni, e a chi arriva da destra. E’ che io la precedenza me la prendo, di solito. Tanto gli altri frenano.

Non è stato facile neanche occupare una corsia sola quando ce ne sono due, o usare le frecce (soprattutto in rotatoria). Ma ci sono riuscito.

Il risultato dell’esperimento è che è più pericoloso rispettarlo, il codice della strada, piuttosto che fare un po’ come si vuole.

Ma anche che dare la precedenza ai pedoni può dare soddisfazioni. Certo, vedere dallo specchietto retrovisore il vecchietto che agita il bastone non è male, ma lasciare attraversare il narratore de “Il grande Lebowsky” che ti sorride col pollice alzato, è una meraviglia.

Mi chiamo fuori dal reale

Mi succede spesso, quando non so che fare, di immaginarmi delle alternative alla realtà. Molte volte questa è noiosa e ovvia, e mi piace movimentarla un po’.

Mi immagino le altre persone che compiono azioni strane e imbarazzanti, oppure il modo migliore di uccidere chi mi circonda con le mie mani.

La mia immaginazione preferita ce l’ho quando so che sta per succedermi qualcosa di bello. Che sto aspettando da tempo. Sarebbe troppo monotono e scontato che mi succeda davvero. E quindi penso a un disastro nucleare che uccida tutti, oppure un meteorite che mi colpisca giusto un momento prima che mi succeda quella cosa bella che aspetto tanto da tempo.

Impact

Sai che sfiga.

Ok, ho deciso che non è normale

C’è questa cosa che mi succede da qualche mese e che si sta facendo sempre più preoccupante.

Pensavo non fosse così grave addormentarsi a scuola durante le lezioni, prima di leggere questo articolo. E’ vero che non è cosa buona e giusta prendere troppo sul serio quelle informazioni, ma i sintomi coincidono, per Zeus.

Insomma, non sono episodi frequentissimi e si limitano alle lezioni (e i compiti in classe), ma

  • la voglia di dormire è irrefrenabile
  • gli episodi sono brevi e ripetuti
  • mi sento temporaneamente rinvigorito
  • e non so se conta come allucinazione, ma spesso sogno il professore che spiega, il che è piuttosto inquietante.

Non chiedetemi un passaggio in auto, potrei essere narcolettico.

In a Parking Garage

(Una volta però un professore mi è apparso in sogno correggendomi il compito che avevo appena scritto. Che gentile.)

John Rambo

Si, io il film l’ho visto solo oggi. La storia di un uomo che pesca con arco e frecce.

Per il primo quarto d’ora di film mi sono chiesto per quale motivo Rambo non avesse ancora fraggato nessuno. La risposta è arrivata sotto forma di due colpi in testa a un uomo a terra ferito.

Poi mi pare che c’è stato un rapimento, che dei mercenari siano andati a liberare dei volontari che portavano medicine e religione, ma non mi ricordo. Rambo si è intromesso perforando il cranio di un soldato con una freccia.

John Rambo

Tra Rambo che ne sventra uno, e Rambo che strappa la trachea a un altro, la mia attenzione è scivolata per un secondo su un mercenario che fa esplodere la testa ad un cattivo con un colpo di fucile anticarro.

Ma poi è tornata subito su Rambo che impugnando l’heavy machine gun fa una carneficina con i soldati nemici. “Carneficina” è un eufemismo. Per tutta la durata del massacro mi sono immaginato la voce di Unreal Tournament: “Multikill!”, “Ultrakill!”, “M-M-MO-MO-MONSTERKILL!!!“.

Rambo

Un’ora e mezza è passata senza che me ne accorgessi. I titoli di coda hanno tagliato la parte sentimentale e inopportuna che mi sarei aspettato.

Grazie Sly, mi mancherà il tuo personaggio.

(I popcorn dolci sono meno letali di quelli salati.)

Un freddo ostacolo

E’ pessimo – forse una delle peggiori tra le torture quotidiane – quando entri in bagno col grande bisogno di espletare funzioni fisiologiche fondamentali e trovi la finestra aperta.

Per sfortunate esperienze passate sai bene che quella fredda e apparentemente innocua tavoletta bianca in realtà è una minaccia, un pericoloso attentato alla tua integrità fisica e psichica.

Ma sai anche che quei cinque minuti che passerai seduto a meditare sulla vita saranno la miglior cosa che ti capiterà per il resto della giornata. E non puoi perdertela. Assolutamente.

Ed è così che con estrema naturalezza, con la calma di chi sta per esplodere materiale organico sulle pareti della stanza, prendi il dispositivo-anti-freddo-sulla-tavoletta-del-cesso comunemente detto fon, e riscaldi il tuo trono.

Aaaahhhhh…….

Combattiamo la foschia

La tranquillità che permea l’ambiente quando uscendo in strada vieni avvolto dalla nebbia. E tutto è grigio. E silenzio.

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/2/23/SilentHill_film.jpg/300px-SilentHill_film.jpg

E ci sono quei cazzo di uccellini che cinguettano e rovinano l’atmosfera. E il camion della spazzatura che fa un casino infernale quando io mi sono appena svegliato.

Ma non sono tanto loro a destabilizzare le tranquille mattinate invernali. Sono gli automobilisti improvvisati: simpaticissime persone che si dilettano a seminare il terrore e il panico per le strade.

Io posso capire che c’è la nebbia (tra le orecchie soprattutto) e che non si riescono a vedere le belle montagne innevate a chilometri di distanza, ma non mi spiego per quale motivo tu, caro collega, debba accendere quel delizioso e gradevole faretto fendinebbia posteriore.

Non serve a renderti più visibile. Non rende la guida più sicura. Ha l’unico scopo di accecare me.

E io mi sono appena svegliato, cazzo.