Oggi sono tornato dal 1st European Stage Martial Arts Kranjska Gora 2008.
Ho alloggiato al Larix Hotel e per fortuna ho dovuto dormirci una notte sola.

La camera aveva un odore strano. Una puzza particolare, a cui per fortuna ci si abituava dopo qualche secondo. Non voglio neanche immaginare da dove proveniva, ho preferito sorvolare.
E vabbè l’odore, ci si abitua e non ci si fa caso. Io ho avuto tre sessioni di allenamenti di tre ore, e ciò che mi serviva era fondamentalmente il bagno.

Il bagno. La prima volta che ci sono entrato ho pensato a quanto piccola fosse la vasca da bagno. Era il lavandino. Il lavandino era grande quanto la doccia. I suoi bordi, grande opera ingegneristica, erano obliqui. Una persona vorrebbe appoggiarci qualcosa sopra, senza che cada dentro, e invece no, sarebbe troppo semplice. Devi incastrare gli oggetti in giro per il bagno, perchè non esiste una mensola.
Vorrei conoscere chi l’ha progettato, davvero. Si, lo spazio disponibile non era dei migliori, ma non riesco immaginarne una gestione peggiore. In doccia si faceva fatica a stare impiedi senza toccarne le pareti, che non avevano un aspetto molto solido. Con ogni piccolo movimento avevo paura di sfondarle e cadere rovinosamente a terra.
Che poi c’era il rubinetto messo in posizione strategica. Dato lo spazio non era possibile muoversi senza spingerlo. Il risultato è che girandomi ho urtato la leva, regolando la temperatura tutta a destra, sul freddo. C’è stata una frazione di secondo in cui il tempo si è fermato, e ho avuto modo di accorgermi della cazzata che ho fatto e delle drammatiche conseguenze.
Con un gesto improvviso e istintivo ho spinto la leva tutta a sinistra sul caldo.
Enorme cazzata.
Mi sono prima ibernato, e poi ustionato. Non è stato bello.

I letti. Con i materassi bassi e imbottiti di aria. Sotto i materassi, un piano di compensato. Ho avuto la pessima idea di lanciarmici sopra di culo.
Speravo in doghe, o al limite a delle molle. Che ingenuo.
I cuscini quadrati sono studiati apposta per far venire il torcicollo a chi li usa per dormire. Ma non è tanto quello. Sono le coperte. Le coperte erano larghe quanto il materasso. E lunghe quanto il materasso. Che comunque erano coperte invernali. E lì dentro faceva caldo. Caldissimo. E il termostato ovviamente era nascosto. C’è stata una caccia al tesoro per trovarlo. Era dietro ad una tenda.

Il cibo. I pasti erano meravigliosi. Non perchè il cibo fosse buono. Magari. Gli spaghetti erano crudi. Non nel senso che fossero al dente, nel senso che erano proprio come usciti dalla confezione.
Meravigliosi perchè a prezzo fisso era possibile mangiare a volontà, self service.
Ma ho fatto male ad approfittarne abbuffandomi con sette portate. Non mangerò per una settimana.
Ultimo, ma non meno importante, nel guardaroba vicino alla reception, per terra, c’era una confezione di wurstel. Con due wurstel dentro.
E all’ingresso luccicavano quattro belle stelle.
(Al casinò ho perso l’esorbitante cifra di 2 euro, però ho rischiato questo.)






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