Monthly Archive for July, 2008

A Remanzacco c’è il semaforo di Futurama

Qualcuno mi spiega perché prima all’incrocio di Remanzacco il semaforo verde per chi arriva da Udine durava dieci secondi? A malapena si passava due alla volta.

Southland Tales

WTF?

WTF?

WTF?

Ho noleggiato il DVD questo pomeriggio. Lo sto guardando per la seconda volta in questo momento e comincio a capirci qualcosa, ora.

Justin Timberlake in un musical in mezzo al film

Justin Timberlake in un musical in mezzo al film

Dico solo che c’è un viaggio nel tempo, uno che prevede il futuro ma non lo sa, gente che perde la memoria e incontra il sé stesso del passato. O del presente, non so.

Sono dentro un camioncino dei gelati, LOL

Poi c’è la fine del mondo. Ovviamente. In fondo il regista è quello di Donnie Darko.

Gli spettatori in sala alla fine del film se l'avessi visto al cinema

Gli spettatori in sala alla fine del film, quelli che l'hanno visto al cinema

L’ho visto solo per colpa sua che mi aveva incuriosito linkando il trailer. Però alla fine penso che quei 145 (x2) minuti non li ho persi per sempre. I film che poi devi riguardarli per capirli mi piacciono. A me.

If you don't let me suck your dick i'm going to kill myself! (lo dice davvero)

If you don't let me suck your dick i'm going to kill myself! (in questa scena lo dice davvero, giuro).

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Dopo aver incontrato il mio vicino di casa dopo tanto tempo che non ci vedevamo

stai benissimo con la barba…anche se in primo momento mi sei sembrato gesù che finalmente si era degnato di cagarmi ed era venuto a dirmi di tutto lol

Arbitro coglione

In queste settimane ho partecipato ad alcuni tornei di calcio estivi organizzati dalle mie parti.

L’altro ieri c’era questo simpatico signore che arbitrava la partita che stavo giocando. Era uno di quegli arbitri nervosetti che si arrabbiano coi giocatori anche quando i giocatori non protestano. Sembrava poi che ad ogni occasione fischiasse i falli a favore della squadra sbagliata. Non nel senso che favoriva sempre una squadra oppure un’altra. Semplicemente favoriva ogni volta la squadra sbagliata, ecco. E questo non giovava alla tensione sempre crescente che veniva a crearsi tra i giocatori.

A metà del secondo tempo un duro constrasto è stata la causa di una breve lite tra due giocatori. Il capitano della mia squadra per evitare problemi ha sostituito il mio compagno di squadra coinvolto che, uscendo dal campo, ha fatto dei commenti sull’operato dell’arbitro. Quest’ultimo, dato che era un arbitro nervosetto, non ha esitato a espellere il mio compagno di squadra che tecnicamente faceva ormai parte della panchina. Nonostante ciò, l’arbitro voleva costringerci a giocare con un uomo in meno, causando un boato tra le panchine e i giocatori.

Dopo qualche minuto di discussioni varie abbiamo continuato la partita. Un giocatore della panchina avversaria però ripeteva insistente all’arbitro di contarci perché non eravamo un uomo in meno (alla fine abbiamo dovuto accettare di giocare così). L’arbitro allora ha interrotto l’azione ordinandoci a gran voce di far uscire un giocatore. Dalla mia panchina hanno urlato Ma siamo già un uomo in meno! Allora l’arbitro si è scagliato contro la panchina avversaria sbraitando le peggio cose.

Intanto dal pubblico qualcuno gridava Arbitro coglione!

L’arbitro non ci ha visto più. Rosso di rabbia ha fischiato la fine della partita. Una di quelle partite in cui più che mai l’importante è solo divertirsi.

Pensavo di avere la memoria di un pesce rosso

Prima di uscire di casa ho passato l’aspirapolvere. L’ho passato anche in cucina, che è la mia postazione estiva dove mi metto col portatile.

Per passare l’aspirapolvere sotto il tavolo ho dovuto spostare una sedia, però una gamba di questa sedia che dovevo spostare era incastrata con il cavo di alimentazione del portatile.

Nel rimettere a posto la sedia che avevo spostato, il cavo si era incastrato ancora di più alla gamba della sedia. Ho pensato che se qualcuno avesse provato a sedersi avrebbe tirato il cavo e avrebbe fatto cadere il portatile e ciò non sarebbe stato carino.

Però sono troppo pigro e non mi sono abbassato per sistemare il cavo ingarbugliato alla gamba della sedia. Quindi sono uscito di casa e ho lasciato tutto com’era.

Quando sono tornato a casa, prima di sedermi, prima di spostare la sedia, ho sistemato il cavo e allora il portatile non è caduto.

Hitman – L’assassino

Ricordo quando giocai a Hitman per la prima volta. Il videogioco.

L’agente 47 è un sicario. Calvo, con un codice a barre dietro la nuca, veste sempre un completo elegante e guanti di pelle. Freddo, distaccato, uccide gli obiettivi indicati dall’agenzia cercando di non lasciare tracce e cercando di non farsi vedere da nessuno, per ricevere un maggior compenso. A volte si traveste, magari usando gli abiti di una persona appena uccisa, per non farsi riconoscere da nessuno nonostante la pelata e il codice a barre.

Me ne sono innamorato subito. Ecco perché ho da scrivere un paio di cose.

47 non è un orfano. Non è un bambino abbandonato. E’ un clone. E tutti gli altri cloni – come suggerisce il nome – sono uguali. Identici.

47 non è ironico. Mai. Non prova nulla, è freddo. Va bene, non uccide la gnocca, ma non scherza con lei. Non può.

Nika (Olga Kurylenko)

Nika (Olga Kurylenko)

A parte questo niente. Il film mi è piaciuto, ma forse solo perchè amo il videogioco. Ma forse no.

Trattoria Da Gianni a Gorizia, la Ljubljanska

Io e la mia ragazza siamo andati a Gorizia appositamente per sfidare la Ljubljanska di Gianni. La Ljubljanska di Gianni è un cordon bleu grande quanto una pizza. Davvero.

Google ci consigliava di prenotare, dato che il fine settimana la trattoria Da Gianni si riempie e non si trova posto. Andare fino a Gorizia per poi non trovare posto non sarebbe stato carino.

Siamo partiti un’ora e mezza prima, anche se ci si mette tre quarti d’ora per arrivare. La mia ragazza ha consigliato così perché poi io sbaglio strada e se arriviamo prima al massimo ci facciamo un giro. Io ho detto No, figurati, basta andare sempre dritto, come si fa a sbagliare strada. Sono arrivato fino a Portogruaro, in Veneto.

Grazie al consiglio previdente della mia ragazza siamo arrivati in orario. Più o meno. Dovrebbero mettere dei cartelli in giro per Gorizia che indichino dove si trova la trattoria Da Gianni. Poi abbiamo dovuto aspettare un po’ perchè il ragazzo che tiene conto delle prenotazioni correva in giro per la trattoria a fare cose.

Finalmente seduti a tavola abbiamo ordinato due Ljubljanska. Una a testa. Un cordon bleu grande quanto una pizza a testa.

Pensavamo di aspettare tanto, visto che la trattoria era piena, e invece siamo stati serviti quasi subito.

Al primo boccone mi sentivo già pieno, ma la mia ragazza aveva già mangiato metà porzione e non potevo mollare. La sfida era ormai con lei, la mia ragazza, che alla fine mi ha sconfitto. Nè io nè la mia ragazza l’abbiamo finita, la Ljubljanska, ma lei, la mia ragazza, ne aveva consumata di più. Poi non so come avrebbe fatto ma voleva ordinare anche il dessert. Secondo me era un bluff.

Le cameriere, organizzate, ci hanno portato delle vaschette per consentirci di portare a casa quello che non avevamo finito. Lo chiedono a tutti, se vogliono le vaschette, perché le porzioni, alla trattoria Da Gianni, sono esagerate.

Abbiamo dovuto aspettare anche per pagare. Poi per qualche motivo saltava la corrente di continuo e abbiamo aspettato ancora. Siamo tornati a casa sani e salvi.

La Ljubljanska avanzata l’ho mangiata a colazione il giorno dopo.

I catarifrangenti che si accendono a comando

Una volta, quando ero piccolo, mio padre mi disse che riusciva ad accendere i catarifrangenti ai lati delle strade quando voleva lui. Viaggiando in auto, di giorno, lui riusciva davvero ad accenderli, i catarifrangenti. Potevo anche chiedergli io quando accenderli e, con enorme meraviglia, vedevo che lui riusciva a farlo, ma non capivo come.

Mi incuriosiva tantissimo questa cosa, e ovviamente gli chiesi come riuscisse a farlo. Non ricordo la risposta. Ricordo che mi immaginavo un dispositivo che comunicava in qualche modo con i paletti, facendo sì che si illuminassero a comando.

Tempo dopo, viaggiando in auto con mio padre, gli ricordai di quella magia che mi riempiva di meraviglia che tempo prima riusciva a fare con i catarifrangenti ai lati delle strade. Lui rise e mi mostrò che ne era ancora capace. Questa volta però era notte e notai il dettaglio.

I catarifrangenti, ai lati delle strade, si illuminavano quando mio padre accendeva i fari abbaglianti.

Johnny e Justin

Una sera sono andato a Teatro con alcune mie amiche. Prima dello spettacolo, mentre pensavo ai fatti miei, le mie amiche mi hanno detto Guarda, quello è Justin Timberlake! Era lui, Justin Timberlake, che prendeva posto qualche fila più in là. Notavo con approvazione che non interessava praticamente a nessuno.

Poco dopo mi sono accorto che entrava in sala Johnny Depp (che moltissimi chiamano Johnny Dip). Non è passato inosservato, Johhny Depp, e ad alta voce le mie amiche, in preda all’emozione, hanno gridato Guarda! Quello è Johnny Depp! e mentre dicevano Guarda! Quello è, Justin Timberlake si è girato, con un sorrisone e facendo ciao con la manina, convinto che dicessero di lui, le mie amiche.

Ci è rimasto tanto male, Justin Timberlake.

Poi Johnny Depp se n’è accorto ed è andato a deriderlo.

Perché è un bravo ragazzo

Quando ero piccolo piccolo, ma piccolo che andavo ancora all’asilo, mi ricordo che ogni tanto si cantavano gli auguri al compleanno dei miei compagni di classe. A me gli auguri all’asilo non li cantavano mai, perchè il mio compleanno è ad agosto, e ad agosto all’asilo non ci andavo.

La canzone che si cantava, quella che mi ricordo, era Perché è un bravo ragazzo. Solo che ero piccolo, e non capivo bene le parole che tutti dicevano per cantare quella canzone. Io credevo che le parole fossero Perché è un bravo ragazzo… e nessuno lo può annegar!

E mi immaginavo questo ragazzo in mezzo al mare mentre tutti cercavano di annegarlo senza riuscirci.