Monthly Archive for October, 2008

Alitor aliba

Suona il citofono.

Alzo la cornetta e sento subito una voce.

Alitor aliba.

Alitor aliba!

Scusi?

Alitor al… ah, no capish?

No.

Ah scuss scuss…

*clunck*

In ospedale

Io e la mia squadra di medici entriamo nell’ascensore dell’ospedale. Premo il pulsante per raggiungere il piano terra e l’ascensore comincia a scendere, ma troppo velocemente accelerando sempre di più e all’improvviso si blocca con uno strattone. Si fanno tutti prendere dal panico, l’ascensore oscilla, ci sono scintille dappertutto e le luci si accendono a intermittenza. Un altro strattone e l’ascensore precipita, schiantandosi al piano dei parcheggi sotterranei.

Riusciamo tutti ad uscire, illesi. L’ambiente è tetro, sembra notte, e l’impatto dell’ascensore ha alzato una nube di polvere. Chiedo a tutti di restare calmi, ma nessuno mi ascolta, tutti corrono in giro per il parcheggio cercando l’uscita. Io sembro l’unico ad averla trovata, a pochi metri da noi, illuminata da un neon e da un scritta verde. Apro le due porte spingendo il maniglione antipanico e vengo travolto un fiume di sangue nero e denso sceso dalle scale.

Mi risveglio nel corridoio dell’ospedale e sembra che non sia successo niente, ambiente illuminato, infermiere per i corridoi. Sento una risata isterica. Dal nulla compare un chirurgo di colore, con la faccia truccata di bianco e la mascherina, entra in una stanza dove c’è il quadro elettrico che controlla il mio cervello. Preme dei pulsanti a caso e sento una forza che mi trascina via, verso la fine del corridoio dove le luci sono spente.

Apro gli occhi e sono nel parcheggio sotterraneo con i miei colleghi presi dal panico che corrono in giro. Dev’essere solo un sogno, penso. Chiudo gli occhi e vado verso l’uscita, spingo il maniglione antipanico e salgo le scale. So che se non vedo il fiume di sangue non posso venire travolto. Riesco a raggiungere il corridoio, mi gira la testa, comincio a vedere tutto verde, chiamo un infermiera e le ordino di preparami 10cc di una sostanza perchè sono stato avvelenato e ho le allucinazioni. Me la inietta e svengo.

Mi risveglio e sono ancora a terra, mi alzo e vedo l’infermiera. Sono contento che mi sia passato tutto, sto per raccontarle il sogno che ho fatto quando tutto si ferma. L’ambiente dissolve in nero e tutti intorno a me sono immobili, ma sul viso dell’infermiera lentamente si forma un sorriso, lo stesso del chirurgo. Era lui! Mi corre incontro, mi ride in faccia, entra di nuovo nella stanza di prima e comincia a premere pulsanti a caso. Devo premere il grosso pulsante rosso con la scritta RESET per svegliarmi prima che sia troppo tardi, mi lancio verso di lui, un altro medico mi placca ma cadendo riesco a premere il pulsante.

Non lo farò, giuro

Ero seduto in treno, da solo, si è avvicinato un vecchio ubriaco barcollando, si è fermato immobile davanti a me indicandomi con l’indice, aggrappato a un sedile per non cadere, mi fissava con la bocca aperta, dopo qualche secondo mi ha detto Non farlo! Poi se n’è andato via.

Un treno tra i denti

Ero in autobus con i miei amici italiani. Un autobus rosso a due piani, ma non eravamo a Londra.

Il buffone del gruppo stava raccontando una delle sue solite storie tipo di quella volta che c’era l’incendio nel suo paese con le fiamme alte trenta metri o di quella volta che era esploso il macellaio. Lui credeva davvero a quello che raccontava e questo ci faceva ridere ancora più forte.

Faceva ridere anche a una ragazza che non conoscevamo, che portava l’apparecchio quello per allineare i denti, seduta poco lontano. Lui la guardò e le disse acidamente Cos’hai tu da ridere, che hai un treno tra i denti? Lei smise di ridere e guardò in basso.

Lui non aveva mica pensato che potesse essere italiana anche lei.

Rebus postmoderni

È dura ammetterlo. Tutti noi usiamo Windows Live Messenger. A causa della sua capillarità (io uso sempre come scusa Lo usano tutti i miei amici) o a causa del suo apparentemente inspiegabile successo. 

Tra tutte le odiose, fastidiose e irritanti feature di Windows Live Messenger la peggiore è senz’altro la possibilità di utilizzare emoticon personalizzate. Le emoticon personalizzate. Il solo nome mi fa rabbrividire. Gif animate come questa o – peggio - questa

Ho passato gli anni da quando ho chattato con la prima adolescente a pochi giorni fa odiandole, le emoticon personalizzate. Ho provato a disattivarle, ma poi non capivo messaggi come “:xfghxx” o “<12fg-3″ quando in effetti erano usate correttamente. Semplicemente ignorare i messaggi? Spesso mi interessavano. Che fare? Niente, sono pigro e ho sempre cliccato col tasto destro per capire il testo usato per scriverle. Fino a pochi giorni fa. 

Cos’è successo? Ho scoperto che in realtà quei messaggi sono dei fottuti rebus! Rebus! E io che compravo la settimana enigmistica quando i miei contatti di Messenger me li hanno sempre forniti gratis! Rebus molto più ardui dei soliti dato che: non viene suggerito il numero di lettere, le frasi non sono in italiano e – molto più frequentemente – l’emoticon può non c’entrare nulla con la parola scritta.

Altro che rebus o cruciverba, Windows Live Messenger può essere più arduo della pagina della sfinge. Anche io da ora in poi renderò più coloriti i miei messaggi con le emoticon personalizzate, per stimolare l’intelligenza dei miei contatti e creare un mondo migliore. 

Uccidetemi.

Storia è facile basta studiare

Il prossimo che mi dice che storia è facile perché basta studiare lo impicco col suo intestino.

Una cosa impressionante

Qualche giorno fa è successa una cosa che mi ha impressionato.

Sono entrato in bagno e ho visto il rasoio da barba appoggiato in bilico sul lavandino.

Ho pensato Adesso cade.

Ed è caduto.