Io e la mia squadra di medici entriamo nell’ascensore dell’ospedale. Premo il pulsante per raggiungere il piano terra e l’ascensore comincia a scendere, ma troppo velocemente accelerando sempre di più e all’improvviso si blocca con uno strattone. Si fanno tutti prendere dal panico, l’ascensore oscilla, ci sono scintille dappertutto e le luci si accendono a intermittenza. Un altro strattone e l’ascensore precipita, schiantandosi al piano dei parcheggi sotterranei.
Riusciamo tutti ad uscire, illesi. L’ambiente è tetro, sembra notte, e l’impatto dell’ascensore ha alzato una nube di polvere. Chiedo a tutti di restare calmi, ma nessuno mi ascolta, tutti corrono in giro per il parcheggio cercando l’uscita. Io sembro l’unico ad averla trovata, a pochi metri da noi, illuminata da un neon e da un scritta verde. Apro le due porte spingendo il maniglione antipanico e vengo travolto un fiume di sangue nero e denso sceso dalle scale.
Mi risveglio nel corridoio dell’ospedale e sembra che non sia successo niente, ambiente illuminato, infermiere per i corridoi. Sento una risata isterica. Dal nulla compare un chirurgo di colore, con la faccia truccata di bianco e la mascherina, entra in una stanza dove c’è il quadro elettrico che controlla il mio cervello. Preme dei pulsanti a caso e sento una forza che mi trascina via, verso la fine del corridoio dove le luci sono spente.
Apro gli occhi e sono nel parcheggio sotterraneo con i miei colleghi presi dal panico che corrono in giro. Dev’essere solo un sogno, penso. Chiudo gli occhi e vado verso l’uscita, spingo il maniglione antipanico e salgo le scale. So che se non vedo il fiume di sangue non posso venire travolto. Riesco a raggiungere il corridoio, mi gira la testa, comincio a vedere tutto verde, chiamo un infermiera e le ordino di preparami 10cc di una sostanza perchè sono stato avvelenato e ho le allucinazioni. Me la inietta e svengo.
Mi risveglio e sono ancora a terra, mi alzo e vedo l’infermiera. Sono contento che mi sia passato tutto, sto per raccontarle il sogno che ho fatto quando tutto si ferma. L’ambiente dissolve in nero e tutti intorno a me sono immobili, ma sul viso dell’infermiera lentamente si forma un sorriso, lo stesso del chirurgo. Era lui! Mi corre incontro, mi ride in faccia, entra di nuovo nella stanza di prima e comincia a premere pulsanti a caso. Devo premere il grosso pulsante rosso con la scritta RESET per svegliarmi prima che sia troppo tardi, mi lancio verso di lui, un altro medico mi placca ma cadendo riesco a premere il pulsante.


Questo l’avevi già pubblicato.
No, questo è semplicemente fantastico.
certo che fai sogni strani! ^.^
dovresti ricominciare a scriverli, i sogni :)