Monthly Archive for December, 2008

Sono un pirata della strada

Prima mi sono ritrovato, non so come, in una strada a senso unico, a due corsie – contromano. Con tutte le auto che mi venivano incontro a fari alti e suonando il clacson.

Mi ero anche perso. Anche se sul sedile del passeggero avevo il portatile con google maps. Lo segna che è senso unico, è che io non l’avevo visto.

Sei stata in chiesa?

Ero con due mie amiche all’Eurospar vicino alla stazione, quello con il cassiere che è uguale a Edward Norton.

Queste mie amiche non sapevano che cosa penso di quel cassiere, allora ho spiegato loro tutto quanto ed effettivamente quando eravamo in coda alla sua cassa mi hanno confermato che ha un’aria inquietante, soprattutto perché sembrava che ogni tanto ci guardasse, ma guardasse proprio noi. Come se sapesse che cosa stessimo  dicendo di lui. 

Al momento di pagare (avevamo preso una roba che costava un euro e cinquanta) una mia amica stava contanto le monete che aveva in mano e io contavo con lei ad alta voce per confonderla. Allora lei mi ha detto Stai zitto! E il cassiere Edward le ha chiesto Ma sei stata in chiesa?

Ecco io sono rimasto smarrito e non avevo mica capito che cosa volesse dire. Neanche le mie amiche avevano capito. 

Secondo me però era un messaggio in codice per capire se anche noi facciamo parte del giro. Quando finisce il turno, il cassiere Edward vai nei sotterranei dell’Eurospar a lottare con gli altri cassieri dei supermercati in combattimenti clandestini. Come nel film.

Il Grindcore non è per tutti

Nel bar che frequento c’è un juke box di quelli moderni che hanno pure la connessione a internet così i brani te li puoi scaricare. 

Sempre in questo bar, oggi, c’era una ragazza seduta a un tavolo con altre ragazze, di quelle ragazze che senza giri di parole io dico che sono oche, ma così, a vista, so che a volte sono una brutta persona. 

Comunque.

Ad un certo punto è entrato un ragazzo che conosco, che è un ragazzo che se lo vedi dici subito che è uno di quelli che si dicono metallari. Io di queste cose non è che ci capisco molto però questo qui, appena entrato, senza neanche prendere posto, si è avvicinato al juke box e ha messo una canzone che credo appartenga al genere Grindcore.

Le ragazze di quell’altro tavolo sono ammutolite e si guardavano smarrite, una aveva un’espressione che sembrava avesse ingoiato una cimice. (So che è una brutta immagine ma l’espressione era proprio quella).

Donne

Dalla stazione a casa mia, a piedi, si possono percorrere due strade. Una è dritta e veloce, l’altra passa per il centro ed è lunga e complicata.

Non era la prima volta che la mia morosa percorreva una di quelle due strade, ma l’ho sempre accompagnata io. Quella volta non avrei fatto in tempo a presentarmi in stazione e quindi le ho detto di andare da sola, Anche se hai il senso dell’orientamento di un cactus. Comunque ti vengo incontro io, ci vediamo a metà strada. 

Giunto in stazione lei non c’era, altro che metà strada. La chiamo: Amore dove sei? Mi risponde che è davanti alla farmacia. 

Capisco che ha scelto l’altra strada, quella lunga e complicata.

Amore, sospiro, Resta ferma lì, ti vengo a prendere.

Davanti alla farmacia non la trovo. La chiamo: Amore dove sei? Mi risponde Mi stavo annoiando, ora sono sul ponte.

Io ho tanta tanta pazienza, le dico Non muoverti che sto arrivando.

La incontro, finalmente, e l’accompagno a casa. 

Vicino a casa mia mi dice Ecco, prima ero davanti a questa farmacia. Io Cosa? Eri praticamente arrivata! Non ti serviva il mio aiuto! Perché comunque hai scelto questa strada? 

Perché in centro ci sono i negozi e mi oriento meglio.

Aveva combinato un guaio

Che sonno. Per poco si sarebbe addormentato sul lavoro. Non possono però pretendere che rimanga sveglio per ore – ad annoiarsi – senza il rischio che si addormenti.

Pazienza. Un altro sorso di caffè, una stropicciatina agli occhi e concentrazione.

Meno male che non ha cominciato a fumare, anche se ci ha provato. Più volte. Troppa paura delle conseguenze del fumo sull’organismo minacciategli da sempre, per prendere il vizio. Comunque è vietato fumare, qui dentro.

È sempre stato una persona curiosa. Da piccolo entrò di nascosto nell’ufficio del padre, dove non gli era concesso entrare. Era affascinato da tutte quelle luci che si accendevano e dalle immagini che apparivano sullo schermo. Provò allora a premere qualche pulsante a caso per vedere quello che sarebbe successo. Un allarme partì con una sirena assordante, costringendolo a scappare e a nascondersi, aveva combinato un guaio. 

È da quel giorno che non vede più suo padre.

Prima volta all’ammore

Quando ho fatto all’ammore la prima volta, il giorno dopo il mio migliore amico (non l’ho fatto con lui, preciso) mi ha offerto un Bacardi Breeze (che tristezza però) alle 8 di mattina e non siamo andati a scuola. Per festeggiare.

Ottimo lavoro, ragazzo

Stavo tornando a casa.

Cadde una bomba.

Finii a terra per lo spostamento d’aria, stordito. Non feci in tempo a capire cosa stesse succedendo che ne cadde un’altra e un’altra ancora. Cominciai a sentire intorno a me spari ed elicotteri dai quali scendevano soldati. Riconobbi le armi, dovevano essere americani.

Ero in mezzo a un campo di battaglia, senza un posto per nascondermi. Ero tra gli americani circondati da cinesi. Si uccidevano a vicenda.

Uno dei cinesi corse verso di noi imbracciando un fucile. Io mi alzai per fermarlo e venni colpito da qualche proiettile. Non sentii dolore, mi si offuscò la vista, feci due passi zoppicando e lo accoltellai. Gli presi il fucile e mi gettai dietro ai sacchi per riprendermi.

Mi rialzai e corsi come un pazzo verso i cinesi, tra le buche delle granate e i cadaveri. Senza rendermene conto ero in qualche modo finito dietro le linee nemiche, apparentemente solo. Vidi un uomo in abiti civili con un fucile da cecchino. Pensava di sparare ai cinesi da dietro. Io mi avvicinai, gli dissi Amico, io sparo meglio. Gli presi il fucile e gli dissi di tornare a casa.

Era un’ottima idea, peccato che gli americani non capirono che io ero dalla loro parte. Mandarono un elicottero equipaggiato di M60 a uccidere me, unico cinese superstite. Non avevo speranza di farmi riconoscere, cercai piuttosto di abbattere l’elicottero ma non ci riuscii. Ero bravo a nascondermi e il pilota fu costretto ad atterrare. Una bomba cadde in quel punto e l’elicottero esplose. 

Il comandante delle forze americane apparve dal nulla e mi disse Ottimo lavoro ragazzo, li abbiamo sconfitti.

I puntini sulle i sono strani

Stavo leggendo e cercando di capire la consegna di una trattazione sistetica di argomenti. L’ho letta e riletta tanto che alla fine non riuscivo più a concentrarmi sul significato delle parole, poi neanche sulle parole, alla fine riuscivo a concentrarmi solo sulle singole lettere. 

Oggi ho scoperto che la lettera i c’ha il puntino sopra. Le altre lettere non ce l’hanno mica quel puntino lì sopra. Allora ho provato a vedere come sarebbe la i senza il suo puntino, coprendoli con le dita. Non è mica la stessa cosa. 

Poi mi sono addormentato.

I capelli innanzitutto

Ricordo di questa ragazza, la mia prima ragazza, che una volta diede fuoco alla sua cucina perché le esplose in mano una bottiglia di alcool denaturato. Prima di provare a spegnere le fiamme corse in bagno a controllare che i suoi capelli stessero apposto.

Un rappresentante inetto

Ad una riunione del movimento studentesco della mia città la rappresentante di istituto di una scuola che non è la mia mi ha detto che i rappresentanti di istituto della mia scuola sono degli incapaci.

Io le ho risposto che sono perfettamente d’accordo con lei, che io non li ho votati e che non sono contento del loro operato.

Lei allora mi ha raccontato che ci ha parlato, con uno dei miei rappresentanti, che è rimasta sconcertata da quanto basso fosse il livello intellettuale e tutte quelle cose lì. Io ho confermato tutto quanto e le ho detto che se fosse per me farei tutte le cose in modo diverso e in modo migliore.

Eravamo d’accordo su tutto ed era bello.

Alla fine poi però le ho detto che in realtà io sono rappresentante di istituto della mia scuola, ed è vero.