Vedevo da lontano, seduti sugli scalini della biblioteca, un mio amico e una ragazza.
Mi sono avvicinato lentamente, con le mani a riscaldarsi nel tascone della felpa, e il cappuccio in testa.
Il cappuccio che mi copriva il volto e gli occhi rossi impediva al mio amico di riconoscermi, forse. Quando ero ormai a pochi metri si è sentita chiaramente la voce della ragazza, Guarda quanto sta male questo…
Quanto sta male questo.
Ha dipinto la mia immagine in quattro parole. Poi ho scoperto (mi hanno detto) che ne bastava una: straleso.
Poi non mi ricordo.
Ero con la mia ex, ma lei non era esattamente la mia ex, era sì il corpo della mia ex, ma si comportava come un’altra mia ex. E comunque era la mia ragazza.
Dovevamo tornare a casa in treno ma l’ultimo treno era già partito, prendiamo i biglietti della corriera ma la perdiamo, per colpa mia. Non era colpa mia ma la mia ragazza ha dato la colpa a me e poi si è anche arrabbiata.
Allora torniamo a casa in auto. Saliamo io, mia madre alla guida e altre persone che non so chi sono. Partiamo e io mi offro di guidare, mi dicono di no e un minuto dopo facciamo incidente.
Scendo dall’auto e vedo sparsi per la strada dei pomodori giganti. Un bambino comincia a giocarci e ne rompe uno. Io gli grido Fermo! Quelli ci servono per far andare l’auto! Li raccogliamo tutti e li mettiamo nella caldaia.
A questo punto l’auto si trasforma in una moto, ma poi si trasforma in un enorme rettangolo con le ruote, e io mi incazzo con mia madre perchè non voglio stare in uno dei balconcini che ci sono fuori.
Il semaforo era rosso, ma la vigilessa sventolava la paletta, dovevamo passare lo stesso. Pochi perché, a quell’ora del mattino, si va e basta.
La vecchietta però era quell’ora del mattino anche per lei (anche se non penso sarebbe cambiato qualcosa in qualsiasi altro momento) e non vedeva la vigilessa, non vedeva la paletta, non vedeva la mia auto sparata pericolosamente in rotta di collisione con lei.
Io la vecchietta la vedevo bene, purtroppo ho anche visto la vigilessa lanciarsi eroicamente a paletta tesa per fermare la non più giovane.
Sarebbero stati cento punti, uffa.
Ho salvato la vita a una ragazza.
Invece di offrirmi il suo corpo mi ha offerto un pacchetto di sigarette.
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